Come guadagna Facebook

Quello che fate mentre aspettate l’autobus, o quando vi prendete una pausa dal lavoro, è la spiegazione più esauriente di un terremoto in corso nell’ economia e nei media

(New York Times)

Guess post di Mario J Landi

Ci ha azzeccato alla grande il giornale new yorkese New York Times, che nel 2016 ha lanciato un articolo sul guadagno globale del social network più utilizzato al mondo. Con il suo sottilissimo eufemismo “terremoto in corso” ha descritto perfettamente il metodo di guadagno del creatore. Si parla di Facebook, il social network dove puoi registrarti e accedere gratuitamente, leggere messaggi, richiedere o accettare le richieste d’ amicizia, iscriverti su siti o altri social e farci i selfie con il marchio per l’asciuga capelli con lo sconto del 30%, da condividere assolutamente! Ma, su questa frenesia di operazioni a titolo gratuito, come fa a guadagnare Facebook? Me lo sono chiesto diverse volte da quando mi sono iscritto. Mi da persino (e sempre a titolo gratuito) la possibilità di condividere i miei bellissimi ricordi (tranne uno con la mia ex ragazza, che ho scelto di non volere più vedere, e da grande gentil uomo mi ha persino chiesto scusa “GRATIS!”).

La ricerca

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Cerchiamo di guardare meglio il tutto con una lente di ingrandimento: nessuno da niente per niente, anche perché, se così fosse, avrei chiesto a Facebook regalarmi una villa con piscina per poterci andare a vivere con la mia attuale ragazza (giusto per farmi perdonare dal ricordo della mia ex). In realtà Facebook fa pagare ogni strumento che utilizzi senza fartelo pagare… (…) che vuol dire? Te lo spiego subito: quando ti iscrivi, Facebook ti richiede una serie di informazioni oltre al tuo nome e cognome, la data di nascita dove vivi e dove sei nato: dove lavori e dove hai lavorato, quali sono i tuoi interessi, i tuoi hobby, di che orientamento religioso sei, quale genere musicale ascolti ecc…

Da qui partono i primi algoritmi.

Poi, ci sono una serie di opzioni che sicuramente avrai visualizzato e sfruttato: la gestione dei gruppi, delle pagine, i giochi, la ricerca di amici, eventi ecc…

Si tratta di un semplice ma elaborato gioco strategico che definirei “pay but do not pay”.

Ogni volta che effettui una ricerca (per esempio scarpe) i risultati sulle scarpe saranno infiniti… gruppi, pagine, e-commerce, pensieri di vita da parte di saggi ignoti: insomma, non esiste un limite alla parola chiave che scegli.  Cerca un profilo con il nome di “Scarpe Di Alessia”: vedrai che comparirà un’altra serie di risultati di scarpe o risultati simili a quelli che hai appena cercato.

Questo succede perché le pagine e i gruppi che hanno promosso o messo in evidenza il proprio spazio di scarpe, hanno pagato una somma in denaro. Questo è il primo modo in cui Facebook monetizza.

“Ok, ma io che c’ entro? Non ho sborsato un centesimo per scegliere”.

Hai perfettamente ragione, ma i tuoi dati sono fondamentali per consentire a Facebook di capire quali siano i tuoi gusti e le tue esigenze (quando ti sei iscritto, hai parlato dei tuoi hobby, del tuo orientamento religioso e fatto il selfie di fronte all’ asciugacapelli).

Non si parla di violazione della privacy, anche perché si sceglie volontariamente di pubblicare il proprio contenuto.

Renditi conto che qualsiasi cosa tu faccia, scaturisce automaticamente un algoritmo. In parole povere tu paghi attraverso i tuoi dati, mentre gli inserzionisti pagano in cash per avere la tua attenzione.

Facebook da la possibilità di promozione attraverso le inserzioni. Le caratteristiche non sono altro che sinonimi di “pubblicità” per una visibilità all’ artista o all’azienda di potersi fare vedere dalla nicchia che scelgono, quindi al cliente finale. Il costo è molto basso che va a seconda delle esigenze di ogni singolo soggetto o attività. Un esempio di pubblicità lo trovi anche alla destra del tuo pc appena effettui l’accesso o anche tramite smartphone, mentre scorri con il display per curiosare tra le varie notizie che puoi trovare sulla tua home.

Hai notato che puntualmente trovi la pubblicità di un brand sul quale hai effettuato in precedenza una ricerca, o la possibilità di installare l’app di un servizio per te potenzialmente interessante? Gli inserzionisti possono selezionare i loro potenziali clienti, grazie ai like lasciati sulle pagine, sui gruppi o video, foto selfie e post, individuandoli attraverso specifici target, (mentre tu continuerai a divertirti come sempre). Non per niente trovi facilmente argomenti che possono spesso interessarti, grazie agli “algoritmi” che hai generato proprio tu.

Videogiochi

candy-crush

Un altro sistema che utilizza Facebook per guadagnare sono i videogiochi. Qui si va incontro ad una altra fonte molto interessante, dove possiamo aprire una bella parentesi che vede un meccanismo di guadagno molto intelligente, molto semplice e veloce da spiegare. Tu giochi esempio a Candy Crash (uno dei videogiochi più famosi) a un certo punto ti trovi a dover acquistare dei crediti che puoi spendere sia per giocarci sia per potere fare regali o per potere ottenere altre applicazioni su Facebook. Hai pagato per potere ottenere questi crediti, quindi automaticamente, è un loro guadagno.

Chatbot

chatbot

Abbiamo parlato fino ad ora di quali mezzi utilizza Facebook per monetizzare e abbiamo visto che con le brillanti idee di Mark Zuckerberg, il nostro supereroe blu e bianco ha sbancato più di Spiderman e Superman dandoci un servizio davvero utile (a prescindere dall’ utilizzo che poi ognuno di noi ne fa). Ecco che Facebook da pochissimo tempo a questa parte ha introdotto la nuova funzione di chat automatizzata, la “Chatbot” di messenger: non è altro che un robottino virtuale, che interagisce con il cliente attraverso delle parole chiave preimpostate da chi lo ha programmato. La chatbot non solo è in grado di dare l’immediata assistenza ad ogni cliente in tempo reale al fine di non farlo sentire mai solo e abbandonato a sé stesso, è anche in grado di fornire risposte utili in base al tipo di esigenza. I prezzi possono variare poiché non esiste solo un tipo di Chatbot.

Conclusione

Abbiamo capito che Facebook non è proprio del tutto gratuito, ma ti permette, attraverso i dati che fornisci e le varie attività che svogli, di contribuire al suo guadagno tramite gli inserzionisti e non solo. Non si tratta quindi di speculo ma di un modo di guadagnare che non va a nuocere sulla vita di nessuno. In fin dei conti, chi non vorrebbe avere un servizio “pay but do not pay” .

1 Commento
  1. Articolo molto intuitivo e interessante complimenti ottimo lavoro

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