Perché pagare la SIAE

Tutti quanti abbiamo sentito almeno una volta parlare della "SIAE" e tutti sappiamo che si occupa del diritto d'autore, ma rimaniamo in pochi a sapere come opera questo ente.
In questo articolo cercherò di spiegarti nel modo più semplice possibile come funziona e perché pagare la SIAE (per ciò che concerne la musica), chi può guadagnare attraverso i suoi servizi e chi invece è tenuto a versarle delle quote.

Perché pagare la SIAE

Perchè pagare la SIAE? La musica è ovunque, è così parte integrante delle nostre vite che spesso ci dimentichiamo quanta importanza abbia nella nostra quotidianità: se desiderassimo ballare la dance in discoteca o il liscio alla sagra del paese, cantare al karaoke o scatenarci sotto al palco di una band rock, fare acquisti e bere un caffè accompagnati dalle canzoni alla radio, ascoltare un cd in macchina, oppure a vedere un musical o il saggio di danza delle nipotine, tutto ciò avrebbe bisogno di musica.

Oltre ad essere una compagna delle nostre giornate, la musica è anche un servizio indispensabile per lo svolgimento di alcune attività: come sarebbero i bar, i negozi, i centri commerciali e soprattutto le discoteche senza musica? Riesci ad immaginarlo? E i film senza colonna sonora? O ancora, i programmi TV senza sigle? Per non parlare poi delle radio: potrebbero trasmettere solo spot, notizie di cronaca e meteo…

Al pari di qualsiasi altro servizio di cui si fa uso, anche la musica deve essere pagata; la difficoltà in questo caso nasce dal fatto che la musica è immateriale ed eterna: oltre al supporto fisico o digitale può essere riprodotta anche dal vivo e non è un bene consumabile, quindi viene acquistato una sola volta e utilizzato all’infinito.

La SIAE opera come intermediario tra gli aventi diritto (autori, compositori ed editori) e gli utilizzatori (discoteche, locali, programmi TV, radio,…), richiedendo un pagamento forfettario o dettagliato in base all’attività e al tipo di utilizzo che viene fatto della musica: un bar che vuole diffondere musica è tenuto a pagare la SIAE tramite un pagamento forfettario annuale, mentre chi organizza un evento con una band o un dj è tenuto a fornire l’elenco completo dei brani utilizzati durante l’esibizione, insieme ad un versamento che varia in base alla capienza del luogo, alla presenza o meno di un biglietto d’ingresso a pagamento ed altri fattori.

Alla SIAE viene inoltre versato un importo per ogni esemplare di supporto fisico stampato (es. CD), quindi state tranquilli: non dovete pagare nulla per ascoltare musica in casa vostra, in quanto avete già versato la quota al momento dell’acquisto del brano o del cd e se ascoltate la radio in macchina è l’emittente a versare le quote.

Dopo aver raccolto tutti i proventi, la SIAE provvede a formulare conteggi e ripartizioni e a liquidare gli importi dovuti agli aventi diritto: pagare la SIAE significa dare la possibilità a chi ha scritto le canzoni che utilizzate come intrattenimento per i vostri clienti/ascoltatori, di percepire ciò che gli è giustamente dovuto.

Quando iscriversi alla SIAE

Se sei un autore o compositore, non sei obbligato ad iscriverti alla SIAE. Iscriversi ha un costo ed ogni anno occorre pagare una quota associativa (al momento vi è un’iniziativa che permette ai giovani di iscriversi gratuitamente e di usufruire dei servizi senza versamento della quota associativa fino al compimento dei trent’anni). Se pensi che il tuo brano verrà stampato in molte copie, suonato dal vivo e/o dai dj, passato in radio, etc. allora vale la pena iscriversi; se hai invece scritto un brano che suoni con la tua band nella sala prove e in una decina di serate live, allora rischi di ritrovarti a non riuscire nemmeno a ripagarti la quota annuale.

Erroneamente molti pensano che iscriversi alla SIAE sia il modo per proteggere la propria musica da plagi e “furti”. La SIAE non ha il compito di verificare plagi o simili, bensì esiste per raccogliere e ridistribuire proventi; quindi, se il cantante A “ruba” una canzone al cantante B, l’unico ruolo che potrà avere la SIAE sarà quello di fornire la data in cui il brano è stato depositato nei suoi archivi, non di certo quello di aprire una causa e/o pagare le spese legali.

Sul sito dell’ente tutto ciò è chiaramente specificato: viene consigliato come metodo di datazione certa dell’opera il rivolgersi al Copyright Office di Washington, dove gli artisti possono presentare i propri brani ricevendo l’attestazione della data certa di deposito (e quindi di esistenza).

Come avrai sicuramente già capito, esistono altri mille modi per poter attribuire ad una canzone una data certa di composizione, soprattutto nell’era digitale: l’upload su un social o su una piattaforma, una marca temporale, gli archivi del programma con cui avete registrato l’audio, oppure l’auto-invio del file tramite posta certificata.

Come iscriversi alla SIAE

come registrarsi alla SIAE

Per iscriversi è sufficiente collegarsi al sito della SIAE e al seguente link sono specificati tutti i documenti necessari per procedere alla richiesta di iscrizione.

Recentemente è stata resa possibile la comoda iscrizione direttamente on-line.

Ricorda che al momento dell’iscrizione dovrai avere già almeno un brano inedito da depositare, che potrà essere sia una tua opera esclusiva, sia il frutto di una collaborazione con un altro autore o compositore.

Se sei un autore di testi sappi che non è possibile depositare il solo testo scritto, ma occorre che sia musicato, mentre è possibile registrare brani solamente strumentali.

Chi è l'editore?

Autori e compositori possono depositare i propri brani con o senza editore, ma chi è l’editore?

Le edizioni musicali sono delle società che si occupano di promuovere e divulgare la musica degli autori e compositori che hanno stipulato con esse dei contratti editoriali, possiamo considerarle come degli “agenti” che, se svolgono bene il proprio lavoro, possono portare guadagni interessanti agli autori e ai compositori, proponendo i brani a interpreti e/o a produttori e case discografiche. Importante è anche il ruolo che l’editore ha nel collezionare proventi al di fuori delle competenze SIAE (ad esempio quelli per le sincronizzazioni audio e video).

Spesso le edizioni musicali sono di proprietà di case discografiche, quindi risulta difficile separare i compiti spettanti ad ognuna; l’editore dovrebbe occuparsi della promozione e divulgazione del brano in sé stesso, mentre la casa discografica dovrebbe dedicarsi alla registrazione della canzone e alla sua distribuzione e vendita come prodotto audio.

Ricorda che durante i conteggi la SIAE divide i proventi generati tra quelli ottenuti da reinterpretazioni live (concerti) e quelli ottenuti tramite riproduzioni audio (dj, radio…).

Ciò che viene incassato dalle reinterpretazioni viene suddiviso solo tra autori, compositori ed editori (se presenti), mentre l’utilizzo di riproduzione dell’audio viene distribuito anche ad altri enti che tutelano coloro che hanno cantato e suonato.

Conviene avere un editore? La risposta è: dipende dall’editore. Affidandoti ad esso gli cedi gran parte dei tuoi proventi SIAE e ogni diritto sull’utilizzo dell’opera: devi quindi scegliere con attenzione una società che si impegni realmente nella promozione e divulgazione del brano.

Se autori e compositori vengono pagati dalla SIAE, perché mi chiedono soldi per scrivermi una canzone?

Perchè autori e compositori guadagnano con la SIAE solo se la persona a cui danno il brano lo fa fruttare, quindi possono offrire un brano gratuitamente ad artisti affermati in quanto sanno che guadagneranno con il diritto d’autore, mentre con gli emergenti non hanno alcuna garanzia: come fanno a sapere se l’interprete organizzerà serate, troverà un’etichetta, farà di tutto per cercare di portare il brano a un minimo di successo, etc.? Sarebbe come per un pittore dare il proprio quadro in esclusiva ad una galleria senza la garanzia che verrà esposto.

Inoltre, se viene richiesto un brano già finito (con arrangiamento registrato e pronto per essere reinterpretato), occorre tener presente che oltre alla fase creativa di ideazione della canzone, vi è stato un dispendio di tempo e risorse (attrezzature, strumenti musicali, eventualmente turnisti e tutto ciò che richiede una registrazione musicale) che in qualche modo devono essere ripagati a chi ha svolto il lavoro.

Conclusione

Ora che hai capito meglio come funziona la SIAE, spero affronterai le richieste di pagamento o la compilazione dei bollettini con un altro spirito, ricordando che pagare la SIAE non equivale al pagamento di “un ente”, ma al versamento di quello che sarà parte del compenso degli autori e dei compositori: persone che hanno creato la musica che ascolti o che utilizzi a fini lavorativi e che per questo hanno diritto a un compenso.

Saremmo felici di sentire la tua

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